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Divino esclusivo, divino inclusivo

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A causa del lavoro che faccio vengo spesso a contatto con problemi di carattere religioso. A volte poi capita di leggere sul web qualche pensiero relativo al proprio o altrui credo. Purtroppo noto che, chi si propone con i propri pensieri ha, spesso, un approccio di tipo esclusivo.... mi spiego meglio: il divino, in un ottica umana, può essere

 - Inclusivo (io ho il mio credo, ma accetto anche altre professioni di fede di tutti i tipi, sono aperto alla partecipazione ad altri riti e accetto non credenti ai miei riti, ho, in breve, una visione aperta ed il divino include tutto e tutti perché Dio è tutto. Io includo il prossimo)

 - Esclusivo (io ho il mio credo, gli altri sbagliano, osservo altre religioni, o solo alcune, che odio di più, per criticarle. Provo repulsione, odio, disprezzo per altre religioni, il mondo è diviso in "i credenti della mia fede" e "la massa cieca". Io escludo il prossimo).

Il comportamento esclusivo ha in sé il seme del fallimento, porta a guardare gli altri e ci porta ad essere egoriferiti, ovvero la mia divinità è realmente "mia".

Non mi dilungherò con prediche, le caratteristiche dei due approcci sono evidenti e, purtroppo, possono far da sfondo ad ogni credo, NESSUNO escluso. Meditate però se la scintilla dentro di voi non pretenda (o meriti) di più che competizione, ira, desiderio di prevalere. A coloro invece che sono anche dei pratici di magia porgo l'invito a rivolgere il loro sguardo verso gli spazi infiniti (interni o esterni) ed a tralasciare i rumori della terra, più si scende nella terra e più è un brulicare di passioni; alcune passioni possono persino apparire meritevoli e buone, ma, se vi portano allo scontro, fanno parte del brulicare della terra.

Pensate e comprendete, col cuore e con la mente.